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Comune di Barasso, Powered by Joomla!
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PREMESSE

I primi del '900 furono caratterizzati, soprattutto nel nord italia e nell'area varesina in particolare, dal nascere e fiorire di strutture con caratteristiche stilistico/architettoniche di grande qualità e pregio, a scopo e con finalità socio-assistenziali, educative e culturali, di cui il giovane regno italiano era carente.

Soprattutto a cavallo dei due conflitti mondiali, si assistette alla realizzazione di molteplici edifici finalizzati a colmare le gravi lacune pregresse ed il sorgere di nuove esigenze che il passaggio dalla civiltà rurale e contadina a quella borghese ed industriale facevano emergere in modo palese e puntuale. Il compito di risolvere tali problemi era affidato allo Stato per gli interventi di carattere civile e sanitario (municipi, viabilità, servizi, scuole, ospedali, sanatori, ecc.), alla Chiesa per quelli a carattere religioso (edifici di culto, collegi, oratori, ecc.) ed alla emergente classe sociale che andava consolidandosi con l'avvento dell'industrializzazione (impianti sportivi, colonie elioterapiche, asili, case di riposo, biblioteche, ecc). E' di questo periodo il sorgere, nella frazione Molina di Barasso, di un villaggio operaio ad opera dell'imprenditore Leonida Rossi, che farà successivamente realizzare la Colonia Elioterapica "Marisa Rossi" conosciuta a livello locale come "Casa del Sole".Questa atmosfera di fermento tornerà a manifestarsi e a respirarsi, nella nostra zona, solo alla fine degli anni '50 del '900, in presenza del "boom" economico seguito al dopoguerra, per poi affievolirsi e dissolversi negli anni '80.

I fattori che hanno costituito il presupposto per la costruzione della "Casa del Sole" sono essenzialmente quattro:

  • lo spirito di imprenditore illuminato di Leonida Rossi (1886 - 1965) che aveva ereditato nel 1918 dal padre Ferdinando (che la fondò nel 1897 rilevando una precedente piccola industria) la fabbrica per la lavorazione della radica e la produzione delle pipe e degli articoli connessi per fumatori, nella frazione Molina, dove poteva usufruire dell'acqua necessaria al funzionamento idraulico dei macchinari - proveniente dal torrente Tinella - e della presenza della Stazione delle Ferrovie Nord Milano per l'approvvigionamento delle materie prime e la spedizione dei prodotti finiti (il primo treno aveva attraversato il territorio comunale nell'agosto del 1884, in occasione dell'inaugurazione della rete ferroviaria Como-Varese-Laveno);
  • il notevole sviluppo impresso all'attività produttiva con il conseguente notevole incremento occupazionale in un territorio dove l'agricoltura, per le caratteristiche naturali dei luoghi, consentiva a malapena la sopravvivenza della popolazione;
  • il carattere umanitario-filantropico dello stesso imprenditore, che gli consentiva di comprendere le esigenze sia dei dipendenti che delle loro famiglie e di quelle che gravitavano nel territorio;
  • da ultimo, il grave lutto che lo colpì per la perdita dell'adorata figlia Marisa, precocemente deceduta all'età di 10 anni nel 1934, alla quale verrà dedicata e intitolata la Colonia Elioterapica.

L'area fu individuata nella località "al piano" che sovrasta Barasso a quota mt. 520 s.l.m. ed il progetto affidato all'Ing. CARLO SCHIAVO CAMPO assai noto all'epoca, che costruì un edificio in stile littorio.

La costruzione fu terminata nella prima metà del 1938 e Leonida Rossi donò "ai fini del Partito Nazionale Fascista, al Fascio di Combattimento di Comerio la "Casa del Sole Marisa Rossi" con la clausola che la stessa "venga adibita a Colonia Elioterapica per i bambini del Comune di Comerio con Barasso e Luvinate e dei dipendenti della Ditta Rossi da qualunque Comune provenienti. Intende il donatore che nessuna variazione o cambiamento nella struttura o architettura dell'attuale fabbricato venga eseguita senza previo accordo del donatore o suoi eredi". L'intero complesso donato, compresi i terreni, aveva una superficie catastale complessiva di mq. 6280. Tre anni più tardi la proprietà del complesso immobiliare fu trasferita alla G.I.L. (Gioventù italiana del Littorio) che ne affidava la gestione estiva al Comune di Comerio. Per alcuni decenni una moltitudine di bambini dai 6 ai 12 anni della zona poté trascorrere i mesi estivi in una località salubre, svolgendo attività sportive e ricreative, con l'assistenza di "signorine" e di un medico, usufruendo di pasti completi, fatto quest'ultimo non abituale per tante famiglie del tempo.

Dopo il periodo post-bellico, col trasferimento al nuovo ordinamento regionale delle competenze in materia, la Regione Lombardia divenne la nuova proprietaria del complesso immobiliare. Infine, nel 1990 la Regione Lombardia donò al Comune di Barasso tutta la proprietà immobiliare alla stessa pervenuta, conservando, nel trasferimento, tutte le clausole originate dalla prima donazione del 1938.

LO STATO ATTUALE

Il Comune di Barasso ha saputo, in questi ultimi trent'anni, mantenere e conservare la donazione pervenutagli sia nella consistenza sia nella funzionalità, migliorando e adeguando sia i servizi interni sia gli impianti tecnologici, e ponendo le necessarie cure agli spazi esterni ed al patrimonio arboreo, così da continuare a perpetuare, adeguandole alle nuove esigenze della società moderna, le finalità che la donazione originaria si era prefigurata e prefissata.

 

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