Comune di Santa Margherita di Belice

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Ville e Giardini

La Villa del Gattopardo

" ….era un paradiso di profumi riarsi di origano e nepitella come lo son tanti giardini di Sicilia che sembrano fatti più per il godimento del naso che dell'occhio." Leggendo tra le righe dei Ricordi d'infanzia del celeberrimo scrittore Giuseppe Tomasi di Lampedusa, l'invito a visitare i luoghi legati al famoso romanzo de "Il Gattopardo" è obbligatorio. Uno di questi è il giardino, inserito nel contesto urbano, collocato su un piano più basso del complesso monumentale del Palazzo Filangeri di Cutò di Santa Margherita di Belìce, oggi sede municipale e dell'Istituzione Tomasi di Lampedusa.

Realizzato sul finire del XVII secolo, da maestranze palermitane, occupa un'area di circa 4.100 mq. ed è di forma rettangolare. All'interno vi sono quattro fontane, prive delle sculture, due a forma di quadrifoglio, di cui una posta all'incrocio dei due viali centrali e l'altra collocata vicino alla scala di Leopoldo, che unisce il palazzo al giardino, una grande di forma circolare con al centro un isolotto ricco di piante in un'ampio piazzale su cui confluiscono i viali secondari ed una piccola di forma rettangolare definita dei "bambù" per la vicinanza di tali piante. Sono presenti una serra, una voliera ed una nicchia, incorniciata con pietra arenaria, ricavata nel muro del viale che la delimita da un altro polmone verde, il parco della Rimembranza, sede forse della gabbia delle scimmie.

Alla base dell'impianto vi è un canale d'acqua sotterraneo, che l'attraversa in tutta la sua lunghezza, grazie al quale si è avuto il suo mantenimento nel periodo di totale abbandono agli inizi del XX secolo.

Da un rilievo redatto dal Dipartimento di Scienze Botaniche dell'Università di Palermo sono state individuate 86 tipi di piante di cui 15 specie rare. Sono presenti piante di ligustri, palme di diverse specie, araucarie, pini, lecci, un boschetto di bambù e le noline, specie che difficilmente si trovano nei giardini e nei parchi siciliani. Le aiuole sono delimitate da bordure di bosso, interrotte in vari punti da siepi di alloro.

Uno dei luoghi più singolari ed interessanti del giardino per la autorevole ed imponente presenza di due gruppi di piante di particolare e rara bellezza è il "giardino delle yucche", così chiamato per la presenza delle yucche elephantipes, che formano un'area a forma trapezoidale situata a sud del Palazzo. Il giardino per la varietà delle essenze arboree presenti, per la bellezza di alcuni esemplari è un patrimonio storico-artistico di indiscusso valore. Il giardino è aperto al pubblico ed è utilizzato per manifestazioni ed eventi culturali patrocinati dal comune.


Galleria Fotografica

 

 

 

La Villa Comunale

"Nei pomeriggi autunnali piovosi la passeggiata si limitava alla Villa Comunale. Questa era posta al limite settentrionale del paese, proprio sul dirupo che contemplava la grande vallata che è forse l'asse principale est-ovest della Sicilia …

...Era stata donata al Comune da mio nonno ed era di una malinconia senza limiti: un viale abbastanza lungo e bordato da cipressi giovani e da vecchi lecci affluiva in un piazzale...ed a sinistra una sorta di chiosco tempietto con cupola sferica dal quale si poteva guardare il panorama. E ne valeva la pena...” (da “I ricordi d’Infanzia” di G. Tomasi di Lampedusa)

La Villa Comunale si trova all’ingresso del paese ed è l'altra zona a verde di cui il paese dispone. Si sviluppa su un'area a forma allungata con un viale che la percorre interamente. All'estremità del viale si trovano: il tempietto a pianta circolare del "Café House", fatto costruire nella seconda metà del 1800 e la statua di Flora posta su un basamento nel piazzale antistante il tempietto.


Il Parco della Rimembranza

Quest’area faceva parte di un vasto appezzamento prima appartenente alla Chiesa e al Convento dei Padri Riformati (XVIII sec.). Il terreno successivamente espropriato divenne proprietà del comune che in una parte edificò il Parco.

Questo sito mantiene il nome originario “Selva”, che presuppone la sua appartenenza a quella vasta zona “del bosco della baronia”. Nel 1921 si sentì la necessità di dare una sistemata all’area attraverso l’edificazione di un muretto che chiude gli spazi e di un tracciato di vialetti in terra battuta che segue tutt’intorno i bordi esterni del giardino e ne asseconda con semplicità la forma geometrica. Al suo interno poi si trova un piazzale circolare dove si trova il monumento ai caduti.

 


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